Cursori


Per realizzare prodotti accattivanti ci vuole competenza, per sviluppare innovazione ci vuole ispirazione; i cursori della Lanfranchi sono il risultato della tecnologia, della competenza e dell'ispirazione che caratterizza tutta la produzione LAMPO. I nostri tecnici e le nostre officine sono a disposizione dei clienti per lo sviluppo e la realizzazione di alette personalizzate.

Gli abbinamenti dimensionali possibili tra catene, cursori e nastri sono consultabili nella TABELLA.

COS’É TAGGIE

Taggie è la prima chiusura lampo al mondo che integra un tag RFID (Radio Frequency Identification) capace di contenere qualsiasi informazione riguardante un capo di abbigliamento o una borsa. Uno strumento indispensabile per la tracciabilità della filiera (dove, quando e da chi è stata realizzata ogni fase) e un utile supporto anticontraffazione: le svariate e potenzialmente infinite possibilità di personalizzazione gli consentono di interagire, in tutta sicurezza, tramite web con applicazioni dedicate. Taggie, una chiave per il futuro.


Taggie, la chiusura lampo “intelligente” in grado di ostacolare il mercato della contraffazione nel settore moda, e non solo.

Il problema della falsificazione dei capi e degli accessori e della poca chiarezza riguardo la loro filiera produttiva (a questo proposito si rimanda all’inchiesta svolta dalla trasmissione Report trasmessa su RaiTre il 2 dicembre 2007) crea non pochi problemi alle aziende coinvolte. Oltre ai mancati guadagni e ai danni di immagine, spesso queste rimangono vittime di una vera e propria truffa. Molti articoli, purtroppo, sono così ben imitati da non essere riconosciuti neanche dalle stesse case madre.

Le associazioni di categoria, determinate a salvaguardare l’eccellenza che contraddistingue il Made in Italy, sono perfettamente a conoscenza della questione e chiedono un provvedimento che costringa le aziende a comunicare a chiare lettere la provenienza dei loro prodotti.

Analizzando il processo di produzione degli accessori e dei capi moda, si è individuato nella chiusura lampo l’elemento ideale all’interno del quale integrare un dispositivo di identificazione. Innanzitutto, essa è applicata durante la lavorazione di un abito, di una borsa, di una scarpa, e non può essere facilmente rimossa o sostituita. Inoltre, la chiusura lampo, essendo inserita nel prodotto finale, può essere applicata esclusivamente dal confezionista del capo (il bottone, teoricamente, potrebbe essere fissato anche in seguito), e risulta quindi essere un’ulteriore garanzia di autenticità: se asportata, determinerebbe l’inutilizzabilità del prodotto stesso.

Sfruttando questa caratteristica, è stato pensato di corredare la chiusura lampo con un dispositivo permanente, in grado di determinare la provenienza di un prodotto grazie all’utilizzo della tecnologia RFID – Radio Frequency Identification. Si tratta di un sistema costituito da due elementi che interagiscono tra loro: un piccolo circuito passivo (tag) dotato di memoria (un microchip di un millimetro quadrato) viene interrogato da un’antenna (reader), la quale a sua volta ne legge e visualizza i dati immagazzinati. I tag si definiscono passivi in quanto hanno vita illimitata: essendo privi di batteria, infatti, sfruttano il campo magnetico emesso dal lettore per attivarsi e rispondergli.

Il tag RFID si può considerare, a tutti gli effetti, un marchio elettronico invisibile: può essere dotato di chiavi crittografiche e di codici molto più difficili da copiare di un semplice logo. In tal modo, un produttore di capi di abbigliamento, di borse o di scarpe sui quali è applicata la chiusura lampo dotata del dispositivo di identificazione, può sempre riconoscere e dimostrare che si tratta di produzione originale e non contraffatta.Inoltre, si ha la possibilità di includere informazioni aggiuntive quali il luogo di produzione o il paese di destinazione, e sfruttare tutte le ulteriori potenzialità della tecnologia RFID, come la gestione magazzino o la tracciabilità. L’identificazione tramite tag riduce gli errori nei prelievi e fornisce un riconoscimento certo dell’oggetto. Non è più necessario aprire gli imballaggi per verificare il contenuto cercando il codice a barre, così come non è più obbligatorio effettuare il conteggio manuale per la verifica dell’inventario fisico. Il reader (che può essere di varie dimensioni, fisso o portatile, e possedere quindi una distanza di lettura differente in base alla potenza emessa) provvederà ad acquisire e visualizzare tutte le informazioni trasmesse dai tag interrogati.

In conclusione, grazie a Taggie, si potrà determinare non solo da chi è stato realizzato un articolo o uno dei suoi componenti, ma addirittura sapere il suo luogo di produzione, in quale stabilimento, da quale operaio è stato lavorato, a quale lotto appartiene e così via, con informazioni dettagliate su tutti i processi produttivi che ha subito. La tracciabilità, quindi, diviene un elemento decisivo non solo per distinguere ciò che è vero da ciò che è falso, ma anche per dare un valore aggiunto al prodotto, “raccontando” la storia legata alla sua realizzazione.

Il progetto Taggie, cofinanziato dalla Regione Lombardia nell’ambito del bando Metadistretti, nasce dalla collaborazione tra centri di ricerca universitari e aziende, con la mediazione di Micromega Network.

I protagonisti che hanno reso possibile la realizzazione di Taggie sono:

La Giovanni Lanfranchi Spa, azienda che si colloca tra i principali produttori italiani di chiusure lampo. Presente sul mercato dal 1887, è una realtà in continua espansione: la funzionale organizzazione produttiva, i controlli di qualità full time e la costante ricerca di nuove soluzioni tecnologiche per la realizzazione di un accessorio piccolo, ma indispensabile, come la chiusura lampo, hanno determinato il successo della ditta Giovanni Lanfranchi S.p.A.

Il Dipartimento Indaco del Politecnico di Milano, che ha sviluppato le diverse soluzioni per il design di prodotto.

LAB ID, azienda specializzata nella produzione di tag RFID, che ha progettato e realizzato il dispositivo da inserire all’interno dell’accessorio e le modalità di codificazione e trascrizione dei codici e delle informazioni. L’esperienza ed il know-how del centro R&D interno garantiscono a Lab-id flessibilità ed efficienza nell’offrire soluzioni sia standard, sia personalizzate, basate su specifiche esigenze progettuali. I prodotti di Lab-id sono utilizzati nei settori del ticketing, del controllo accessi e della logistica/produzione.

La Facoltà di Ingegneria Industriale dell’Università di Bergamo, la quale ha studiato i flussi di dati da gestire per garantire la tracciabilità.

La ditta Sengalt di Milano, produttrice di capi in pelle, che ha rivestito il ruolo di azienda pilota. Avvalendosi della collaborazione di artigiani e professionisti di altissimo livello, la Sengalt, pur mantenendo le dimensioni strutturali di una piccola azienda, è in grado di affrontare anche grandi produzioni e di seguire le esigenze dei grandi nomi della moda italiana.

La società Micromega Network, infine, che si è occupata di coordinare l’intero progetto.


La tecnologia RFID Radio-frequency identification

Radio-frequency identification (RFID) è un metodo di identificazione automatica basato sull'accesso e la registrazione di informazioni a distanza usando dispositivi chiamati tag o transponder.

Un sistema RFID è composto di due elementi:

  • il transponder (o tag), che è posizionato sull'oggetto da identificare
  • il lettore (o reader), che di norma è un dispositivo di lettura/scrittura, anche se per brevità viene di solito chiamato lettore

I tag RFID contengono almeno 2 elementi. Il primo è un circuito integrato (chip o IC) per l'archiviazione delle informazioni e la modulazione/demodulazione dei segnali radio (RF). Il secondo è un antenna per la trasmissione e ricezione del segnale.

I tag RFID appartengono a tre categorie generali: passivi, attivi, o semi-passivi (conosciuti anche come battery-assisted).

Taggie by Lanfranchi SpA è basata su tecnologia RFID passiva, cioè non richiede una sorgente di alimentazione interna. La corrente elettrica indotta nell'antenna del tag, dovuta al segnale in radio frequenza prodotto dal lettore, fornisce sufficiente potenza per alimentare il chip e trasmettere delle risposte.


RFID a Fieramilanocity: la kermesse milanese dedicata alla sicurezza e all'archiviazione dei dati

RFID come soluzione (non l'unica, ma la più avanzata) per la tracciabilità all'interno della supply chain, la rintracciabilità del prodotto e la lotta alla contraffazione. Quest'anno, la settima edizione (dal 6 all'8 febbraio a Fiermilanocity) della kermesse milanese, consolidato appuntamento nell'ambito della sicurezza e dell'archiviazione dei dati con oltre 170 espositori, ha ospitato due nuove aree, legate a questioni “di particolare attualità e strategiche”, nelle parole di Arturo Colantuoni Sanvenero, amministratore delegato di Fiera Milano International: Trackability e (hi)Health &Ict. In collaborazione con Wireless, Trackability 2007 è stato il primo palcoscenico italiano per le tecnologie e le soluzioni a identificazione digitale.